sabato 31 ottobre 2015

"Ama la tua parrocchia": il 30° anniversario di fondazione della parrocchia "San Lorenzo da Brindisi"

(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)



 
(Don Angelo Principalli parroco San Lorenzo da Brindisi)


 
Ama la tua parrocchia
I 30 anni della fondazione della Parrocchia S. Lorenzo da Brindisi sono occasione favorevole per una ripresa di consapevolezza del ruolo importante della istituzione di parrocchia quale comunità di famiglie che educa alla fede, alla testimonianza e alla carità.
Ci anima l’impegno di coinvolgere quante più possibile famiglie e persone, spesso distratte nel cogliere una realtà di casa di tutti quale intende presentarsi una parrocchia: è quanto intendiamo favorire con un breve opuscolo e la consegna a tutti di un messaggio dal titolo “Ama la tua parrocchia”.
Il parroco don Angelo Principalli
 
 
 
( 1 novembre 1985, Decreto di costituzione della nuova parrocchia San Lorenzo da Brindisi)
 
 
 
(Opuscolo "Amiamo la parrocchia comunità di fede, preghiera e amore)
 
 
 
 

 
(Foto Aachivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)
 
 
(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)
 
 
(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)
 
(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)


giovedì 29 ottobre 2015

“Nuovo Cinema Paradiso”: il fascino senza tempo del cinema

(Locandina cinema "Nuovo Cinema Paradiso", collezione privata Vincenzo Suma)




Nuovo Cinema Paradiso” è senza ombra di dubbio il capolavoro del regista siciliano Giuseppe Tornatore. Con “Nuovo Cinema Paradiso”, il Cinema inteso come luogo dell’anima, fatto di emozioni e di ricordi, entra nel mito collettivo. “Nuovo Cinema Paradiso” è anche un film “autobiografico”. I personaggi e le situazioni che popolano il film hanno un legame diretto con le esperienze di vita di Giuseppe Tornatore. Attraverso le vicende dei personaggi, il regista ripercorre le tappe più importanti della sua gioventù trascorsa in Sicilia: il lavoro da proiezionista svolto all’età di dieci anni proprio come il piccolo Totò, interpretato da Salvatore Cascio; le ore trascorse a sognare nel piccolo cinema del paese, i volti e le voci delle persone che affollavano la sala cinematografica. Con “Nuovo Cinema Paradiso”, Tornatore ricostruisce un microcosmo fatto di ricordi e di episodi realmente accaduti.
Nuovo Cinema Paradiso” è un inno al Cinema, un omaggio alla settima arte che da sempre affascina ed emoziona tutti. Nuovo Cinema Paradiso è un atto poetico fatto di immagini e di emozioni. E’ un viaggio nella storia del cinema. Nel film vengono ricordate pellicole come L’Angelo Azzurro, La febbre dell’oro, Via col vento, Casablanca, Sette spose per sette fratelli, Riso amaro, Catene, I vitelloni e tanti altri film dell’epoca. Il culmine viene raggiunto nella scena finale, con la famosa sequenza dei baci tagliati, resa unica dalla colonna sonora di Ennio Morricone. L’ultima sequenza è un “film nel film”.
Nella poetica di Tornatore il cinema rappresenta  un “luogo metafisico  dove poter condividere con gli altri il sogno di un mondo diverso rispetto alla realtà. In quel mondo ci si emoziona, si ride, si piange, si dorme, si sogna, si corteggia una bella ragazza.  Ma, ad un certo punto il sogno si frantuma.  L’avvento della televisione e delle videocassette dissolvono la magia del cinema. Di forte impatto è la scena del corteo funebre che si ferma davanti al “Cinema Paradiso” chiuso ormai da tanto tempo. Tornatore ci presenta due facce della stessa medaglia: il mondo glorioso e magico del cinema e la decadenza di un mito che ha fatto sognare intere generazioni.
Bibliografia consultata:
Marco Luceri e Luigi Nepi, L’uomo dei sogni. Il cinema di Giuseppe Tornatore, edizioni ETS, 2014.
Paola Begotti e Graziano Serragiotto, Quaderni di cinema per stranieri, Nuovo Cinema Paradiso, Guerra edizioni.
Giuseppe Tornatore e Pietro Calabrese, Baarìa. Il film della mia vita, Rizzoli.
 
 
 
 

mercoledì 28 ottobre 2015

San Lorenzo da Brindisi: il 30° anniversario di fondazione della parrocchia

(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)






 
(Mons. Giovanni Turrisi, parroco - fondatore della parrocchia "San Lorenzo da Brindisi" di Ceglie Messapica)



Non è difficile immaginare che per me, parroco – fondatore della parrocchia di “San Lorenzo da Brindisi”, è motivo di particolare gioia partecipare a un momento significativo per la vita della nostra comunità quale è il 30° anniversario della sua fondazione.
Il mio pensiero va, anzitutto, a quanti hanno collaborato nei primissimi momenti di vita della parrocchia: momenti difficili che con l’aiuto del Signore e con quello di questi pionieri siamo riusciti a superare. A quanti, in questo lungo periodo di tempo (30 anni appunto), hanno speso le loro migliori energie nel mettere in pratica le varie esigenze e attività pastorali che quasi sempre prevedevano impegni costanti sia di preparazione che di tempo. E poi che dire di tutta la comunità nel suo insieme che con la sua ineguagliabile generosità ha permesso a questa parrocchia di essere quella che oggi ammiriamo: voglio dire a tutti che due terzi della spesa complessiva della costruzione (spesa notevole) è stato frutto di sacrifici e, molto spesso, di rinunce da parte dei nostri bravi fedeli. A mia conoscenza (e lo affermo con certezza) non esiste, almeno nella nostra diocesi di Oria, nessun altra comunità che abbia contribuito in proporzioni così massicce alla costruzione della propria parrocchia (chiesa e opere parrocchiali).
Infine, per tutto questo e per tanto altro, sento anzitutto il dovere di lodare e ringraziare l’Autore di ogni bene, il Signore Gesù, alla cui infinita bontà anche questa comunità deve sia l’esistenza che l’attività.

 
Mons. Giovanni Turrisi


 
(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)



 
(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)




 
(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)



 
(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)


 
(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)
 
 
(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)
 
 
(Foto archivio parrocchiale San Lorenzo da Brindisi)

 





lunedì 19 ottobre 2015

Alla scoperta dei tesori archeologici di Ceglie Messapica: "Specchia Castelluzzo"

(Specchia Castelluzzo, l'immagine è tratta dal volume "Messapica Ceglie, AA. VV. Ceglie Messapica 1998, fig. 48, p. 55)



Specchia Castelluzzo
di Gianfranco Antico

 

Situata a 208 metri s.l.m. a circa 6 km dal centro abitato, sulla strada che da Ceglie conduce a Francavilla Fontana. Conosciuta già nel 1905 dal De Giorgi, viene riproposta all’attenzione degli studiosi da Teofilato nel 1929. Egli, insieme al Ribezzo, classifica il monumento come prototipo di una particolare famiglia di specchie, avente una propria distinta tipologia, caratterizzata da una formazione cosiddetta “a ripiani”. Lo stato precario di conservazione della specchia doveva essere tale già molti decenni fa. Nel 1929, il Teofilato parla di un’altezza complessiva di 11-12 metri, ridotta successivamente a circa 10 metri dal Ribezzo nel 1932 e dal Teofilato stesso nel 1953. Entrambi gli studiosi sono concordi nell’identificare sei ripiani nella struttura della specchia. Sull’ultimo ripiano, al centro, sono presenti i resti di una specie di torretta, non più facilmente identificabile ma che al Teofilato apparve esternamente circolare ma internamente quadrilatera con i lati lunghi m. 3,50 e un’altezza di m. 1. Le pareti di questa “torretta scoperta” sono accuratamente costruite in perfetti conci ben squadrati rettangolari, di calcare murgiano compatto, in evidente contrasto con la costruzione della rimanente specchia in grossi massi irregolari. Sul lato est era presente una rampa ascendente che, partendo dal piano di campagna correva intorno al corpo della specchia ma senza compierne l’intero giro e senza arrivare sulla sommità di essa. Specchia Castelluzzo non è inglobata direttamente nel circuito murario ma è collegata ad esso sul lato meridionale, attraverso un muro ad una sola fila di blocchi, lungo circa m. 28.

E’ vietata la riproduzione totale o parziale dei contenuti di questo articolo
 


Bibliografia

I. CONTE, L’impianto difensivo, in Messapica Ceglie, Ceglie Messapica 1998, pp. 54-62.

C. DE GIORGI, Le Specchie in Terra d’Otranto, in Rivista Storica Salentina, a. II, nn. 7-8, 11-12, Lecce 1905.

G. NEGLIA, Il fenomeno delle cinte di “specchie” nella penisola salentina, Bari 1970.

C. TEOFILATO, Specchia Miano, centro di civiltà primitiva nella Messapia, in Il Salento, vol. III, Lecce 1929.

 
 

giovedì 8 ottobre 2015

La cappella "Fedele Piccolo"

(Cappella in contrada "Fedele Piccolo", foto Vincenzo Suma)



 
(Cappella in contrada "Fedele Piccolo", foto Vincenzo Suma)
 
 
 
 
 
(Cappella in contrada "Fedele Piccolo", foto Vincenzo Suma)
 
 

lunedì 5 ottobre 2015

Ceglie Messapica: "i mestieri di una volta" (2°)

(Ceglie Messapica, foto Antonio Spalluti)



Con l'avanzare dello sviluppo tecnologico molti mestieri artigianali sono completamente scomparsi. Fino a qualche decennio fa, questi mestieri erano fonte di benessere e di ricchezza per tante famiglie. Questi mestieri richiamano alla memoria un modello di società che riciclava tutto.
 
 
 
(Ceglie Messapica, foto Antonio Spalluti)
 
 
 
 
(Ceglie Messapica, foto Antonio Spalluti)
 

sabato 3 ottobre 2015

Le bicchjrare (foto)

(Quartetto dei fratelli Suma, coll. famiglia Suma)


(Quartetto fratelli Suma, coll. famiglia Suma)
(Quartetto dei fratelli Suma, coll. famiglia Suma)
(Quartetto dei fratelli Suma, coll. famiglia Suma)

(Quartetto dei fratelli Suma, coll. famiglia Suma)



 
(Quartetto dei fratelli Suma, coll. famiglia Suma)